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Dal Castello di Elcito ( MC ) alla grotta di San Francesco sul Monte San Vicino



Lasciata l' auto al parcheggio sotto il Castello, s' imbocca il sentiero n° 209 della Riserva Naturale Monte S. Vicino e Canfaito, sulla sinistra della rampa d' accesso.
Si sale al sovrastante crinale del Monte La Pereta, con visuale sul Lago di Cingoli, e si arriva poi al bivio della strada che fa il giro del Monte S. Vicino. Continuando sul ripido sentiero in salita tra il bosco, si superano i Trocchi di S. Vicino e si sbuca nei Prati di S. Vicino di fronte alla maestosa mole piramidale del S. Vicino. Da lì, con un il breve sentiero n° 173 B, sulla destra, si sale alla piccola Grotta di S. Francesco.




Ingresso al borgo-castello di Elcito. Lo si raggiunge seguendo la provinciale che da Frontale di Apiro scende in direzione di San Severino Marche fino alla frazione Castel San Pietro. Da lì deviazione a destra per una ripida, ma panoramica strada a tornanti che in pochi chilometri porta ad Elcito su una cresta rocciosa a strapiombo su un' aspra vallata.







Visuale dal Monte La Pereta sul Castello con, a destra, la lunga rampa d' accesso. Esiste un secondo accesso consistente in un severo arco in pietra, aggirando a sinistra la base rocciosa. Elcito rientra nel circuito difensivo dei castelli di San Severino ed è uno dei più suggestivi e ben conservati. E' situato alla notevole quota di 812 metri ed essendo per tre quarti sul vuoto, viene chiamato " il paese del vento ".


Dopo essere saliti sulla vetta del Monte La Pereta, il sentiero n° 209 della Riserva Naturale Monte S. Vicino continua diritto verso la cima principale della catena montuosa sullo spartiacque tra due strette vallate. Nella fotografia la fertile conca dove sorge l' antica Abbazia di S. Maria in Valfucina: sulla sinistra si eleva il Monte Faldobono, a destra il S. Vicino con la rupe rocciosa dove si apre la Grotta di S. Francesco. Più in basso il Castello di Elcito aveva anche il compito di difendere l'accesso all' Abbazia.
Arrivati alla strada che gira attorno al S. Vicino, a destra per la zona turistica di Pian dell' Elmo, a sinistra per il Monte Canfaito, il sentiero prosegue ancora dritto in ripida salita verso i Trocchi di S. Vicino e poi ai Prati di S. Vicino, alla base della maestosa vetta principale. Nella fotografia il Monte San Vicino visto dal dirimpettaio Monte Faldobono.

Ripreso fiato ai Prati di S. Vicino ed ammirato l' enorme massa della sua vetta, raggiungibile in mezz' ora di camminata con il ripido sentiero n° 112, si nota subito a destra l' inizio del sentiero n° 173 B che taglia trasversalmente la base del monte, dirigendosi verso un grosso sperone roccioso dove si apre il doppio ingresso della Grotta di San Francesco, in basso a destra della fotografia, raggiungibile in una decina di minuti.
Eccola finalmente la Grotta di S. Francesco! Davanti ad una piccola radura e di fronte allo scenario delle cime minori della catena del S. Vicino, due aperture nella roccia a 1250 metri di altitudine indicano il suo ingresso. E' più preciso definirla una grossa cavità alta 4 o 5 metri e profonda altrettanto. La grotta fu spesso in passato usata da frati eremiti per scopo abitativo e di passaggio.
All' interno della Grotta di S. Francesco il doppio ingresso, diviso da una colonna rocciosa, fa sembrare di guardare attraverso a due gigantesche "occhiaie ". Ci sono solo pochi simboli religiosi ad adornare le scarne pareti, una croce, una statuetta della Madonna, molti fiori ormai secchi e molti ex-voto devozionali. Nonostante questo l' aria che si respira in quest' ambiente è mistica e mette soggezione. Non si è sicuri della presenza in passato di S. Francesco, ma dei suoi seguaci si, visto che il luogo fu citato anche in un brano dei Fioretti del Santo.

Panorama che si gode dall' apertura principale sulle cime sottostanti. Il bello di questa grotta è che si riesce a vedere anche dal basso. Molto probabilmente pareti in pietra rendevano più ospitale questa cavità, di cui però ora non si trova traccia. Fu sicuramente abitata da frati eremiti e francescani di passaggio; i seguaci del poverello di Assisi, come il loro maestro-ispiratore, erano soliti girare l' Italia a piedi per portare il loro credo e ricoverarsi umilmente dove capitava, grotte comprese. 
S. Francesco, per il suo amore per la natura ed il suo modo di viverla, potrebbe essere il santo più indicato a diventare protettore dei camminatori ed escursionisti.

LISTA DELLE ESCURSIONI












































































































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