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Escursione nella Valle delle Prigioni ( PG ) del Parco del Monte Cucco.

La Valle delle Prigioni rientra nel territorio del Parco del Monte Cucco ed è situata tra i monti Motette e Niccolo. E' detta tale per via dell' impenetrabilità, dovuta all' erosione operata dal Rio omonimo che la solca e che ha formato una severa forra con alte pareti rocciose ed alla scelta eremitica che qui vi trovava " prigione " per il corpo e possibilità di elevare lo spirito alla contemplazione del sublime. Per questo sue caratteristiche è rimasta selvaggia e solitaria dove la vegetazione è lussureggiante e la fauna presente numerosa e tranquilla. La si raggiunge da Pascelupo ( PG ) con il sentiero n° 46 e poi n° 5.


Risalendo la vallata da Pascelupo, con il sentiero n° 5 del Parco del Monte Cucco, si arriva ad uno slargo dove è situato un deposito dell' acqua ed il bivio con il sentiero n° 5 bis. Qui inizia la salita ripida che portera' in venti minuti all' inizio della stretta forra, prima però bisogna superare una galleria ( sarebbe più giusto chiamarlo cunicolo ) scavata nella roccia per superare la parte più strapiombante di una gigantesca parete rocciosa. Nella fotografia l' ingresso è in basso a destra.


Una stretta galleria, lunga una cinquantina di metri, scavata nella roccia permette al sentiero di superare la parte più difficile della forra. Nello stesso tempo è stata progettata per poter collegare i tubi di captazione dell' acqua alla sorgente del Rio delle Prigioni a monte. Il percorso è angusto perciò bisogna procedere a ginocchioni e superare con difficoltà tramezzi di rinforzo di mattoni e dislivello.
Per fortuna il senso di claustrofobia è diminuito dalla presenza di diverse aperture artificiali che fanno entrare luce ed aria.




Nella gigantesca parete iniziale della forra, vista dal versante opposto sul sentiero n° 5 bis del Parco, si possono notare in basso tre piccole aperture nella roccia: fanno parte del sistema di areazione e luce della galleria/cunicolo dove passa il nostro itinerario di andata ed i tubi di captazione dell' acqua del Rio delle Prigioni, più a monte.





Una volta superata la galleria, seguendo sempre il sentiero n° 5 da Pascelupo sul versante sinistro della valle, il percorso s' inerpica sempre più e la forra si fà stretta ed angusta tra massi e pareti strapiombanti.



Il sentiero continua sempre in salita, questa volta a contatto con i balzi e le cascatelle del Rio delle Prigioni, tra le pareti rocciose dei Monti Motette e Niccolo che quasi si toccano. Qui ci troviamo nei pressi della Scarpa del Diavolo, un' alta strettura con un masso obliquo sul sentiero, che sembra cadere da un momento all' altro.



All' uscita dalla parte più stretta della forra, un' occhiata indietro al percorso fatto permette di vedere il Monte Aguzzo all' orizzonte tra le due pareti strapiombanti.

Superato l' enorme macigno denominato denominato la Scarpa del Diavolo, il sentiero prosegue in salita, ma con una pendenza meno accentuata in un contesto roccioso più tranquillo e con un Rio delle Prigioni che diviene protagonista con il suo allegro gorgoglio in tranquille cascatelle. La sorgente non è lontana con la vallata che si divide in due: a destra verso il Monte Motette seguendo il sentiero n° 22, mentre a sinistra, con il n° 5, si va' verso il Monte Le Gronde.



Dalla sorgente del Rio delle Prigioni, il sentiero n° 5 si fà di nuovo ripido ed impegnativo, ma permette in mezz' ora di uscire dalla vallata ed arrivare alla carrareccia che gira attorno al Monte Le Gronde. Di fronte il Monte Motette a destra, il Ranco Giovannello a sinistra ed al centro, all' orizzonte, il Monte Catria e l' Acuto. Per il ritorno conviene rifare il percorso fatto all' andata. 






di William Tallevi

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