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Discesa nella Grotta di Monte Cucco ( PG ) ( 2 di 2 )

All' interno della grande mole del Monte Cucco si sviluppa un complesso ipogeo molto articolato. Esso risulta uno dei più grandi al mondo e certamente dell' Italia centrale con lo sviluppo totale, tra grotte e gallerie, di oltre 32 chilometri per 900 metri di profondità. Per queste sue caratteristiche il Monte Cucco, che si eleva al centro della lunga catena degli Appennini, viene denominato il " ventre d' Italia ". L' ingresso al complesso ipogeo, denominata normalmente Grotta di Monte Cucco, è a quota 1390 d' altezza, dopo 40 minuti di escursione da Pian di Monte ed essere risaliti in auto da Sigillo ( PG ). Una panoramica piattaforma prospetta l' ingresso della grotta, protetta da inferiate perchè l' accesso è consentito solo con guida autorizzata. Qui vengono date le ultime istruzioni alla comitiva di escursionisti esploratori.
L' ingresso avviene con una discesa da un pozzo, inizialmente verticale e poi un po' più inclinato, profondo 27 metri. Questo è stato attrezzato con una serie di sette ripide scale alternate a piccole piattaforme, per un totale di un centinaio di gradini. Le grotte erano conosciute e frequentate fin dai tempi antichi; già dal 1500 una serie di lunghe corde ne permetteva la discesa. In tempi più moderni fu attrezzata con lunghe scale, fino alla moderna e sicura scala.





Inizialmente l' ingresso alle grotte era libero ad avventurosi e speleologi poi, a causa di un incidente mortale, venne chiuso per motivi di sicurezza. Negli anni a seguire si lavorò per attrezzare un percorso e una fruizione del vasto complesso ipogeo in sicurezza. La riapertura della Grotta di Monte Cucco per le varie tipologie di visite turistica avvenne nel 2007. Le grotte, come il Monte Cucco e il parco omonimo, sono gestite da un consorzio formato dall' Università degli Uomini Originari. Si tratta della Comunanza agraria di Costacciaro ( PG ), un sodalizio agro-silvo-pastorale che risale fino al lontano 1289. Questa ha la proprietà collettiva della montagna, con norme di salvaguardia ambientale e regole per la fruizione dei suoi membri.





Dal basso il pozzo di discesa appare lunghissimo e sembra di essere discesi in una miniera, mentre quest' ingresso è di origine naturale. Non lo è invece l' Ingresso Nord aperto per poter completare la traversata ipogea del monte da versante a versante. Tre sono le possibilità di visita con guide esperte: Percorso scoperta, Traversata e Percorso avventura. I tre percorsi variano per impegno, durata e costo del biglietto. Per avere informazioni su eventuali visite è bene consultare il sito del Parco del Monte Cucco.









Scesi dal profondo pozzo d' ingresso si entra in un favoloso mondo sotterraneo fatto di grandi ambienti, spettacolari formazioni rocciose dovute all' incessante lavorio della natura, caverne, canali e laghetti in profondità. Le grotte di Monte Cucco fanno parte di un complesso sistema ipogeo con molti ambienti a più livelli, con gallerie, risultando un labirintico e gigantesco formicaio.











A differenza delle grotte in altri parti d' Italia quella di Monte Cucco ha un origine ipogea carsica non dovuta all' erosione di corsi d' acqua sotterranei. La sua formazione è invece dovuta ad erosione interna e questo spiega perchè lo sviluppo interno della Grotta di Monte Cucco inizia oltre i 1300 metri d' altezza. Il massiccio del Monte Cucco è interessato dalla grande faglia che passa sotto gli Appennini e che ne ha determinato nascita e formazione. Andamento delle pareti rocciose, formazioni delle forre e delle grotte sono state determinate dalle immani spinte sotterranee; per le grotte si è innestato anche un complesso procedimento carsico.
L' origine dello complesso ipogeo del Monte Cucco è iniziato nel Pleistocene, circa un milione di anni fa, con una gigantesca azione carsica. Le acque di superficie penetrando all' interno del monte si caricavano di minerali e si scontravano con i freddi ambienti iniziali e le gelide acque di profondità: ne nasceva un rilascio acido che iniziò un lavorio di erosione carsica del Calcare Massiccio, con cui è costituito in gran parte il Monte Cucco. Con il tempo quest' azione ha traforato tutto l' interno del monte creando ambienti giganteschi, gallerie e grosse cupole, dovute al rilascio dei gas. Le acque penetrate nel monte non sono andate disperse, ma sono andate a confluire in un gigantesco bacino sotterraneo; alcune risalgono come sorgenti. Un articolato sistema di condotte permette di smistare le acque del Monte Cucco in una gran parte del territorio del nord dell' Umbria.
Il primo Percorso è detto anche Turistica e porta il visitatore a scoprire i grandi ambienti delle grotte, disposte a più livelli, con un percorso attrezzato con scale e ponti nei punti più esposti. E' lungo seicento metri e permette una buona comprensione del sistema delle grotte e della loro formazione. La traversata è lunga altri duecento metri, più tortuosi ed avventurosi e sbuca sul versante del monte opposto all' ingresso. Il terzo percorso è il più lungo e avventuroso e permette di andare alla scoperta dei meandri più profondi delle grotte, usando tutta l' attrezzatura degli speleologi. In ogni caso bisogna premunirsi con un abbigliamento adatto visto le temperature interne che possono scendere fino a 6 gradi. I primi due percorsi sono illuminati in modo discreto e lasciano vedere le formazioni più interessanti. Non sono presenti grandi stalattiti, ma solo gigantesche stalagmiti arrotondate; questo perchè il gocciolamento acqueo interno segue il bordo delle pareti e solo in alcuni casi è interno. Quindi le migliori e più fantasiose concrezioni calcaree risultano alle pareti e sono il risultato di sovrapprosizioni i tempi lunghissimi.
La prima parte del percorso di scoperta è tranquilla e i grandi ambienti vengono attraversati, con andamento tortuoso e a sali scendi; la seconda metà è più avventurosa e viene superata con scale e lunghi ponti che superano i punti più impervi. I nomi delle grotte attraversate sono fantasiosi ed evocativi: la Cattedrale, la Sala Margherita, il Giardino di Pietra, la Sala del Becco, la Sala delle Fontane, la Sala Simonetti, le Condotte Terminali e la Sala Terminale. Queste grotte erano frequentate in passato da grandi mammiferi, come orsi stambecchi, cervi ecc. di cui restano i resti fossili. L' uomo ha cominciato a scoprirle questi ambienti ipogei in tempi più moderni ed a usarle per vari scopi; poi, nei tempi moderni, si è andati alla loro scoperta, studio e catalogazione dal punto di vista speleologico. Infine si arrivati all' attuale fruizione turistica organizzata, un esperienza unica assolutamente da fare.




                                                                            di William Tallevi



                                                                     






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