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Gubbio ( PG ) nobile cittadina medievale



Gubbio ( PG ) è una bella cittadina del nord est umbro dalle origini molto antiche e dal centro storico medievale molto ben conservato. Sorge poco lontano dal confine marchigiano alle pendici del Monte Ingino, nella valle del Torrente Soanda, affluente del Fiume Chiascio e poi del Tevere. Gubbio fu un importante centro del popolo degli Umbri, come testimoniano le Tavole Eugubine del III-I secolo a. C., uno dei più importanti cimeli epigrafi dell' età preromana. Gubbio strinse ben presto alleanza con Roma e divenne un importante e fiorente centro nei primi tempi dell' Impero, come testimoniano i molti resti archeologici. Proprio dal più importante e ben conservato di questi, il Teatro, può partire il percorso di visita alla città umbra, dato che di fronte a questo è predisposto un ampio e comodo parcheggio non lontano dal centro storico.
Dopo un' accurata visita al Teatro romano ed aver ammirato il panorama della Gubbio medievale abbarbicata al versante settentrionale del Monte Ingino, si prende a destra Via Matteotti e s' incontra una delle sei porte urbiche, quella degli Ortacci. Attraversatola si arriva di fronte alla bella Chiesa di San Francesco. A destra della facciata, nei giardini, è stata eretta una statua dedicata al Santo rappresentato con un lupo, che la tradizione vuole che fosse ammansito dalle sue parole. La sua storia architettonica parte dal lontano 1256 e continua nei secoli successivi, con aggiornamenti ed arricchimenti pittorici e scultori, molti dei quali dedicati al Poverello di Assisi. La fiancata destra della chiesa prospetta su Piazza 40 Martiri, in ricordo di una strage di persone innocenti trucidate per rappresaglia dai tedeschi. Si tratta di un ampio spiazzo a giardini dove si può iniziare la visita agli altri palazzi medievali eugubini.
Alla caduta dell' impero romano Gubbio fu distrutta durante la guerra gotica. In seguito risorse e fece parte, con alterne fortune del dominio bizantino fino al VIII secolo, quando venne occupata dai longobardi. Nel corso del XI secolo Gubbio passò dal controllo dell' autorità di un Vescovo ad un proprio autogoverno comunale. Attraversata Piazza 40 Martiri ci si trova di fronte alle lunghe ed armoniche Logge dei Tiratori. Questo in origine era la sede dell' Ospedale di S. Maria, eretto nel 1326 per iniziativa dell' omonima confraternita. Dal 1505 si sono uniti ad esso altri ospedali cittadini e prende quindi il nome di Spedal Grande ed è attivo fino al 1628. L' attuale denominazione deriva dal fatto che l' edificio fu adibito anche a laboratorio dall' Arte della Lana, per " tirare " i panni, cioè farli assumere lunghezza e larghezza ben precise. Dietro l'' edificio iniziano le vie del centro storico eugubino.


La storia di Gubbio continua con le aspre lotte con la vicina Perugia, per via dell' ampia giurisdizione e privilegi delegati ai Consoli cittadini dai sovrani Barbarossa, nel 1163, ed Enrico VI, nel 1191. Questa situazione portò allo scontro finale, con conseguente sconfitta eugubina del 1217 in cui la città dovette rinunciare a tutte le sue ambizioni. Continuando la visita a Gubbio si prende la perpendicolare Via della Repubblica dalle Logge dei Tiratori e, dopo essere passati davanti all' Ufficio Turistico, si svolta a sinistra per arrivare in Piazza S. Giovanni di fronte alla splendida chiesa omonima. Un lungo spiazzo arredato in modo moderno permette la visuale della chiesa del suo snello campanile, del Palazzo dei Priori con il Monte Ingino alle loro spalle. Tale chiesa è menzionata in vari documenti fin dal lontano XII secolo. Il primitivo edificio fu sostituito, un secolo dopo, con una fabbrica più imponente, il cui impianto a navata unica con quattro archi trasversali a sorreggere gli spioventi del tetto rappresentò il modello per altre chiese cittadine in epoche successive. Molto bella è la semplice e bianca facciata, affiancata da un possente campanile a base quadrangolare.
Nel 1262 la predominanza cittadina della parte guelfa determinò un lungo periodo di pace e prosperità per la cittadina. Gubbio raggiunse un elevato numero di abitanti, vennero edificate nuove mura, nuovi edifici e si sviluppò molto le arti e l' artigianato. In fondo a Via della Repubblica, prendendo a sinistra Via Baldassini, si arriva in Via dei Consoli, l' asse principale cittadino che sale al centro amministrativo e di potere eugubino con il Palazzo dei Consoli, del Podestà, con sopra il dominante Palazzo Ducale. Una via più veloce per salire in piazza Grande è la scalinata che sale aggirando Palazzo del Podestà o l' impianto di risalita pubblico nei pressi.






Lo sviluppo cittadino si arrestò nel 1350, quando la città cadde sotto la tirannia della famiglia Gabrielli. Questa fu sconfitta quattro anni dopo dal combattivo Cardinale Albornoz e Gubbio passò sotto il dominio della Chiesa. Circa vent' anni dopo la città si ribellò di nuovo e ritornò di nuovo sotto i Gabrielli. Nel 1321, in sostituzione dell' antica residenza comunale, gli eugubini decisero di costruire due nuovi palazzi pubblici prospicienti, scegliendo un luogo centrale ai vari quartieri cittadini. Nascono così il Palazzo dei Consoli, nella fotografia, e quello, rimasto incompiuto del Podestà sulla Piazza Grande realizzata con una balconata sul resto del centro storico. Quello del Consoli è sicuramente uno dei palazzi pubblici medievali più eleganti e belli d' Italia. Quattro grandi contrafforti dividono in tre parti la facciata verso la piazza con al centro una bella scala a ventaglio. Al piano superiore si aprono sei finestre centinate, sotto un coronamento di merli guelfi. L' agile torre campanaria completa la struttura in modo armonioso.
Dopo il dominio della Chiesa e dei Gabrielli, diverse lotte intestine portarono l' instabilità politica che portò alla sottomissione di Gubbio alla famiglia dei Montefeltro nel 1384.
Nella costruzione dei vari palazzi pubblici e privati, vennero assecondate le pendenze del versante del Monte Ingino, su cui è edificato il centro storico di Gubbio, con contrafforti, terrazzamenti, vie in salita e scalinate di raccordo. Ne è un esempio evidente la facciata esterna del Palazzo dei Consoli con la sua verticalità spinta al massimo per superare il dislivello, con scalinata di raccordo con la via sottostante.
La dominazione dei Duchi di Urbino, Montefeltro fino al 1508 e Della Rovere fino al 1631, diede luogo ad una relativa tranquillità con il risorgere di attività civili, lavorative d artistiche. Il periodo migliore per Gubbio fu sotto la signoria di Guidantonio e di Federico da Montefeltro. Con quest' ultimo si edificò in forme rinascimentali il Palazzo Ducale, qui rappresentato dal lato del giardino pensile, sovrastante Piazza Grande e gli altri due importanti palazzi pubblici, come a volersi dominare. Il Palazzo Ducale fu edificato su un nucleo di vecchi edifici medievali su disegno di Francesco di Giorgio Martini, architetto di fiducia di Federico II. Il cortile interno, edificato sull' antica piazza comunale è molto elegante e richiama all' idea, seppure in piccolo, di quello straordinario di Urbino. Il palazzo è aperto alle visite al piano terreno ed è pieno di belle sale con camini, vari elementi architettonici ed interessanti sotterranei. Alcune sale sono adibite ad esposizioni permanenti. Per arrivare al livello del nobile palazzo le possibilità sono tre: o con le salite da Via della Cattedrale, o da Via F. da Montefeltro o con il comodo ascensore cittadino.
La Signoria dei Montefeltro, grazie alla stabilità politica e sociale, coincise con il periodo d' oro delle attività commerciali ed artistiche della città di Gubbio. Di fronte al Palazzo Ducale, simbolo del loro dominio s' innalza il Duomo; anche l' attuale costruzione è stata innalzata al posto di una precedente vecchia chiesa romanica ed è del XIII e XIV secolo. L' interno è ad unica navata senza transetto, con archi trasversali che reggono gli spioventi, frutto di un vecchio lavoro di ripristino. La chiesa è piena di opere di artisti eugubini del ' 500. La facciata è molto semplice e lineare, mentre risulta più complessa la parte absidale, come si vede bene dalla fotografia, con molti elementi architettonici che la impreziosiscono. Esternamente la via scalinata in salita porta verso la vetta di Monte Igino e verso il Santuario di S. Ubaldo, Protettore della città.
Quello proposto è ovviamente un percorso breve ed essenziale per andare alla scoperta delle bellezze artistiche più importanti della città. Avendo a disposizione più tempo sono molti i luoghi degni di visita e di scoperta.
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