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Sullo spartiacque della catena montuosa dei Sibillini: dal Rifugio Zilioli alla Cima del Redentore ( 2 di 5 )


Dopo essere partiti dal Rifugio Zilioli, la prima cima che si incontra è Punta di Prato Pulito, a 2373 metri sul livello del mare e dopo 133 metri di dislivello. Poi è un susseguirsi di saliscendi panoramici tra le varie altre cime che compongono la lunga cresta del Redentore. Conviene tenere un passo tranquillo per non affaticarsi troppo, perchè la lunghezza del percorso ed il dislivello possono creare problemi; ci si può sempre fermare, ogni tanto, a riprendere fiato e godere dei magnifici panorami. Nella fotografia la salita per arrivare alla Cima del Lago.

Arrivati alla Cima del Lago ( mt. 2422 ), si incomincia a vedere l' aereo percorso di cresta che si dovrà affrontare per arrivare al Redentore e di lì all' emozionante crestina del Pizzo del Diavolo, al centro della fotografia. Sotto di queste vette, il panorama si allarga piano piano facendo intuire la sottostante valle del Lago di Pilato. Bisogna procedere con la massima attenzione perchè il sentiero a volte rasenta gli strapiombi ed una disattenzione potrebbe essere pericolosa.





Nei pressi della Cima del Lago e scendendo verso la Forcella del Lago, la visione della vallata sottostante si fa sempre più ampia e sorprendente, svelando, piano piano, prima il bacino di un lago e poi pure il secondo. Qui le stratificazioni sono taglienti ed il versante strapiombante sul vuoto ed è meglio non avvicinarsi troppo.




Affacciandosi ai dirupi della Forcella del Lago, a 2380 metri sul livello del mare, la visuale sulla vallata sottostante si allarga e svela pure il secondo bacino lacustre. Il Lago di Pilato ha questa doppia forma nei periodi secchi, mentre con l' abbondanza di acqua i due specchi si uniscono assumendo la forma ad occhiali. E' l' unico lago naturale delle Marche, che si alimenta con le acque di scioglimento delle nevi e le precipitazioni, che dai ripidi versanti del Vettore vi si convogliano. Rappresenta una delle escursioni classiche dei Sibillini per le sue caratteristiche naturali ed ambientali, essendo uno degli angoli più remoti da raggiungere sul territorio marchigiano.
Visuale del Lago di Pilato dalla cresta per il Redentore, grazie al teleobiettivo. Tre sono le principali vie d' accesso: da Foce con la risalita della valle dell' Aso, da Castelluccio di Norcia, attraverso Forca Viola e da Forca di Presta, salendo e poi scendendo dalla Sella delle Ciaule. Il Lago di Pilato è stato in passato al centro di misteri e frequentazione di maghi e negromanti, che gli hanno dato un fascino maledetto. Inoltre il nome deriva dalla tradizione che dice che nelle sue acque precipitò il corpo di Ponzio Pilato, il magistrato famoso per aver giudicato Gesù. Le autorità locali dovettero mettere divieti e sbarramenti per fermare queste misteriose frequentazioni.







Dalla cresta principale del Redentore parte, in direzione orientale, una piccola cresta che, con un aereo percorso, conduce al Pizzo del Diavolo ( 2410 metri ). Questa vetta precipita con ripidi versanti pietrosi e giganteschi ghiaioni sulla sottostante valle del Lago di Pilato, regalando paesaggi quasi alpini. Il Pizzo del Diavolo, qui rappresentato di profilo, insieme a Monte Bove Nord di Ussita ( MC ), grazie alle loro spettacolari pareti rocciose, è molto apprezzato dagli amanti delle scalate classiche.








Panorama d' insieme della lunga ed arcuata cresta delle vette del Redentore che da Punta di Prato Pulito arriva fino al Pizzo del Diavolo. E' questa una delle più grandiose escursioni di questo gruppo montuoso, perchè vi sono concentrate le massime attrattive: il Vettore, il Lago di Pilato, lo spartiacque del Redentore ed il Piano Grande di Castelluccio. Il percorso è lungo e faticoso, ma ripaga il sudore speso con straordinari panorami su monti, vallate e piani. L' andamento a saliscendi ricorda un po' le montagne russe e visto che il tempo per percorrerlo è notevole si può dividere il percorso in due tratti: il primo può essere Forca di Presta, Sella delle Ciaule e Redentore mentre per la seconda si può salire da Castelluccio, Forca Viola e poi le creste.
Mentre il versante orientale precipita vorticosamente nella dirupata valle del Lago di Pilato, il versante occidentale ha una pendenza meno accentuata e termina nel Piano Grande di Castelluccio di Norcia ( PG ) tratto di territorio umbro che rientra nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Si tratta del bacino di un' antichissimo lago svuotatosi con il fenomeno del carsismo ed altri fenomeni geologici, che si divide in tre piani: Grande, Piccolo e Perduto. Al suo interno ci sono dei piccoli rilievi ed un piccolo e caratteristico borgo: Castelluccio; vi viene praticata l' agricoltura, l' allevamento ed è molto frequentato da turisti ed amanti dei vari sport all' aperto.
Un' ultima lunga salita conduce ai 2448 metri della Cima del Redentore, seconda vetta dei Sibillini per altezza; a destra della vetta inizia l' aerea cresta che porta in vetta al monolite roccioso del Pizzo del Diavolo, a strapiombo sulla valle del Lago di Pilato. Uno sguardo indietro, nella fotografia, serve per vedere le cime fatto fin lì, la parte alta della valle del Lago di Pilato e tutte le vette oltre i Sibillini, dai Monti della Laga al Gran Sasso. Dopo un riposo e tenendo conto del tempo a disposizione si può decidere se tornare sui propri passi o continuare sulle creste, scendere a Forca Viola, risalire al Lago di Pilato e poi alla Sella delle Ciaule per concludere l' itinerario con un anello.


                                                           di William Tallevi


                                                    
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