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Alla scoperta di Ascoli, capitale del Piceno

Ascoli Piceno ha la fortuna di essere in una straordinaria posizione naturale, tra il Monte dell' Ascensione a nord, Colle S. Marco e la Montagna dei Fiori a sud, a meno di una trentina di chilometri dalle splendide spiagge adriatiche ed altrettanti dai favolosi Monti Sibillini. Sorge alla confluenza del Torrente Castellano con il Fiume Tronto che la circondano per tre quarti con i loro incavati alvei. Cinque ponti permettono l' accesso al centro storico di Ascoli, che risulta come una penisola fluviale. Tale posizione è sempre stata di enorme aiuto per la difesa cittadina nel corso dei secoli. La città è difesa inoltre da due fortezze, una cinta muraria con porte, torri e torrioni. La città di Ascoli ha l' impianto viario tipico romano antico con un decumano, l' attuale Corso Mazzini, il cardo, con la Via del Trivio e Via Pretoriana e tutte le altre vie sono ortogonali. Una visita può iniziare entrando in città dal Ponte Maggiore, affacciandosi dal quale si notano il piccolo Ponte romano detto di Cecco e la candida e spigolosa forma di Forte Malatesta. Questo sorge sul punto più stretto dell' alveo del Castellano, sui ruderi di una vecchia fortificazione. Fu eretto da Galeotto Malatesta per controllare meglio il vecchio accesso cittadino della Via Salaria. Il forte ha subito molte trasformazioni e destinazioni d' uso, fino al 1978 come carcere giudiziario. Oggi giorno vi è ospitato il Museo dell' Alto Medio Evo.
La storia antica di Ascoli è legata al popolo dei Piceni, che ne fecero la loro capitale. Il passo verso una città più moderna fu grazie ai romani e ai commerci che avvenivano sulla Via Salaria, strada che univa i due mari. Sotto l' imperatore Augusto, Ascoli si arricchisce di templi. teatri, terme, ville, strade, ponti e fortificazioni. Con il passare dei secoli e degli stili in città sono moltiplicati i ricchi palazzi, le magnifiche chiese e le opere d' arte, fino a farla diventare una delle più belle e straordinarie città delle Marche e d' Italia. Dopo aver visitato Forte Malatesta si procede su Corso Vittorio Emanuele II, costeggiando i bei giardini omonimi e si arriva a Piazza Arringo, passando tra il Battistero di S. Giovanni e la Cattedrale di S. Emidio. Questo grande spiazzo, al pari di Piazza del Popolo, è ricco di monumenti ed importanti edifici pubblici e religiosi e viene utilizzato per varie iniziative nel corso dell' anno. Il nome della piazza deriva dalle adunanze popolari che vi si tenevano in antichità. Vi sono presenti il Palazzo dell' Arengo, sede della Pinacoteca Civica e del Municipio e l' attiguo Palazzo dell' Episcopio. Due belle e monumentali fontane gemelle prospettano su questi edifici, con la facciata della Cattedrale di S. Emidio a chiudere il lato orientale. Essa sorge su un antico edificio pubblico romano. Esisteva già in età paleocristiana con un' altra struttura. nel 1482 la cattedrale subì le trasformazioni più vistose. Nella sua cripta è collocata l' urna con le reliquie di S. Emidio, patrono cittadino. Sul suo lato sinistro è situato il Museo Archeologico Statale.
Da Piazza Arringo, continuando verso nord, si arriva alla moderna e vivace Piazza Roma e deviando a destra su Via Panichi si arriva in Piazza del Popolo, il salotto buono di Ascoli Piceno. Quest' armonioso spazio cittadino acquista il suo elegante aspetto attuale verso i primi anni del Cinquecento con porticati ad arcate differenti, a seconda dell' ampiezza delle proprietà retrostanti, che vanno a sostituire le irregolari botteghe medievali in nome di un ideale di bellezza rinascimentale. Nella fotografia è rappresentata la Loggia dei Mercanti, addossata alle absidi della Chiesa di S. Francesco. Lo stile è bramantesco, con agili colonne erette su alti dadi per dare slancio alla costruzione. La loggia è stata impreziosita con una lunga fila di merli; fu fatta erigere dalla potente Corporazione della Lana.
Nella Piazza del Popolo sono presenti i più importanti edifici che rappresentano i tre poteri cittadini: quello commerciale con la Loggia dei Mercanti, quello religioso con la monumentale Chiesa di S. Francesco e quello politico con il Palazzo dei Capitani del Popolo. In questo palazzo, nel corso dei secoli, sono succedute le autorità preposte al governo della città: dal Capitano del Popolo, al Podestà, agli Anziani fino ai Governatori Pontefici. Risulta come un libro di testo, dove ogni scultura, elemento architettonico e lapide racconta tracce di un glorioso passato. Nel 1549 fu realizzato lo splendido portale, nella parte superiore del quale fu inserito il monumento a Papa Polo III Farnese.
L' attuale palazzo è la fusione di tre edifici medievali e di una torre gentilizia, riadattata a campanile, nel XIII secolo. Si sono susseguite diverse trasformazioni; nel Quattrocento si ricavò l' ammezzato tra il primo ed il secondo piano ed il fabbricato venne allungato a sud. La retro facciata fu realizzata da Cola dell' Amatrice secondo il gusto manierista. Notevole il cortile interno, incorniciato da tre ordini di logge, disegnato dall' architetto ascolano Camillo Merli, rappresentato nella fotografia. Sul fianco destro del palazzo è situato il storico Caffè Meletti in stile liberty, orgoglio cittadino inaugurato nel 1907.







La piazza è chiusa a settentrione dalla fiancata e dalle absidi della gigantesca Chiesa di S. Francesco. La sua costruzione iniziò nel 1258 e terminò con la cupola nel 1549 ed è un importante esempio di architettura gotica.
La facciata prospetta su Via del Trivio, antico cardo romano, mentre sulla piazza è collocato un ingresso con un portale in travertino riccamente lavorato, con un monumento dedicato a Papa Giulio II Della Rovere. La chiesa è dedicata a S. Francesco di Assisi che giunse ad Ascoli nel 1215 e lasciò profondi segni della sua predicazione. In breve si formò una numerosa comunità religiosa che dette vita alla grandiosa fabbrica in Piazza del Popolo, diventando uno dei centri francescani più importanti.





Alla Chiesa di S. Francesco è annesso il convento omonimo e due pregevoli chiostri cinquecenteschi: quello minore e quello maggiore, qui rappresentato nella fotografia. Questo convento accolse un importante centro di studi religiosi, frequentato da importanti personaggi dell' epoca antica, come Papa Sisto V. L' opera di questo insigne Papa riguardò, oltre alle riforme strutturali dello Stato della Chiesa, anche notevoli interventi architettonici, urbanistici e sociali, come il primo tentativo di bonifica delle Paludi Pontine. Furono interessate Roma, Camerino, Loreto, Fermo e Montalto nelle Marche, da lui eletta Sede Vescovile per la prima volta.

Oltre capitale del Piceno, Ascoli è ricordata anche come città del travertino e delle cento torri. Il travertino è un importante pietra locale con cui sono state edificate nei secoli chiese, palazzi, monumenti, ma pure normali abitazioni cittadine. Tutto questo ha dato ad Ascoli Piceno un aspetto unico ed inimitabile. In epoca medievale le torri gentilizie ascolane si contavano a centinaia, fino a che, nel 1242, Federico II ne fece distruggere un centinaio. Queste erano una manifestazione tangibile del potere delle famiglie cui appartenevano, ma alcune erano vere e proprie costruzioni militari. Oggi se se possono rintracciare una cinquantina: alcune integre, molte ridimensionate, alcune inglobate ed altre utilizzate come torri campanarie di chiese. Le Torri gemelle, di fianco a Palazzo Merli sono raggiungibili da Corso Mazzini in Piazza S. Agostino e rappresentano a pieno l' ideale dell' epoca sia come abitazioni, sia come strumento di difesa.
Oltre le torri anche le chiese ad Ascoli sono ricche, numerose e ben strutturate, come S. Tommaso, S. Angelo Magno, S.S. Vincenzo e Anastasio, S. Vittore e S. Maria Intervineas e molte altre. Ma ce ne è una che ha un fascino particolare ed è S. Emidio alle Grotte. La si raggiunge uscendo dal centro cittadino dal Ponte Solestà o Ponte Nuovo , dirigendosi verso la Circonvallazione Nord e seguendo le indicazioni turistiche. Si tratta di un tempietto in stile barocco addossato alle grotte dell' antica necropoli cristiana. E' stato eretto nel 1721 su progetto di Giuseppe Giosafatti in ringraziamento al Patrono d' Ascoli per lo scampato pericolo dal terremoto del 1703. Fu proprio il Santo decapitato a portare miracolosamente la sua testa in questo luogo per essere seppellito.
                                                                                 

                                                                   di William Tallevi
               

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