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Da Carpegna ( PU ) a Sasso Simone, sull' antico Sentiero Bonromeo ( 1 di 2 )

Ad sud-est del centro abitato, a circa due chilometri, è situata la Pieve di Carpegna, una delle più antiche chiese del Montefeltro. E' datata 1182, ha importanti resti romani nell' abside e nel campanile, con una graziosa loggia rinascimentale. E' opera di maestri comacini, che già da 10 anni lavoravano al Duomo di San Leo; di pittore ignoto il bel quadro di San Giovanni Battista nella controfacciata, al quale la Pieve è dedicata. La parte più straordinaria è l' abside centrale trilobata, tutta in pietra serena, con monofore strombate. L' interno è ad una navata unica, frutto di un restauro trecentesco; vi si trova l' altare originale ed un elegante battistero del 1575. Sulla parte sinistra della chiesa si può ammirare ciò che resta di un ciclo di affreschi trecenteschi dedicati a San Giovanni Battista. Poco più in alto passa il Sentiero Bonromeo con i pellegrini in viaggio per la Città Eterna, e la Pieve era una tappa di sosta nel loro lungo cammino.

E' noto il proverbio che dice che tutte le strade portano Roma. Anche nel Medio Evo esistevano molti tracciati, non si potevano considerare strade vere e proprie, battuti da mercanti e pellegrini con gli animali al seguito, che portavano alla Città Eterna e dei Papi. Uno di questi percorsi era quello che partiva da Rimini, passava per Carpegna, Sasso Simone, scendeva a San Sepolcro e poi, seguendo la Valle del Tevere arrivava fino a Roma. E' denominato Sentiero Bonromeo dal generico buon pellegrino in viaggio sulla via per Roma. Lungo il tragitto eremi ed abbazie fornivano vitto ed alloggio ai pellegrini. Il tratto del percorso in territorio marchigiano è stato tabellato con frecce e pannelli informativi, come quello nella fotografia, per far rivivere, almeno in parte, la sensazione di essere un moderno pellegrino in viaggio per Roma, visitando chiese, abbazie, eremi e valicando monti e valli.


Il tratto marchigiano del percorso inizia alla frazione Taverna di Montegrimano, passa sul Monte San Paolo, scende a Monte Cerignone e poi dopo la frazione di Ponte Cappuccini arriva a Carpegna. Il paese è situato sotto il versante sud-ovest del monte omonimo, ed oltre ad una felice posizione naturale, è ricco di storia, arte e tradizioni. Da prima dell' anno Mille e fino al 1819 Carpegna fu uno stato indipendente; la sua è un' antica storia che è legata a quella della gloriosa famiglia che porta il suo stesso nome, i Conti e poi Principi di Carpegna Falconieri. La loro prima residenza fortificata fu l' antica Rocca ( XI - XII ) su uno sperone del monte, poi sul finire del Seicento il Cardinale Gaspare di Carpegna promosse l' edificazione di una nuova residenza signorile: il Palazzo dei Principi di Carpegna, nella fotografia. Venne progettato nel 1675 dall' architetto De Rossi ispirandosi ai palazzi fortezza tardo rinascimentali. Nei suoi sotterranei, in quelli della Rocca di Sassocorvaro ed il Palazzo Ducale di Urbino, vennero accolti, durante la Seconda Guerra Mondiale, oltre 10.000 opere d' arte provenienti da molte città italiane, per salvarle dalle razzie dei tedeschi in fuga. Autore di questo fantastico salvataggio artistico fu l' allora Soprintendente ai Beni Artistici e Storici delle Marche, Pasquale Rotondi. Ogni anno a Carpegna e Sassocorvaro si svolgono manifestazioni culturali per ricordare quell' evento.

Carpegna costituisce il cuore del Parco Sasso Simone e Simoncello. Questi ha un' area di quasi 5.000 ettari e salvaguarda notevoli bellezze storico-naturalistiche e faunistiche. Il fulcro dell' area protetta è costituita dai Sassi Simone e Simoncello, attorno alla quale si sviluppa una grande foresta mediterraneo-montana costituita in prevalenza da cerri, faggi e carpini neri. Il Sentiero Bonromeo passa sulla via Mazzini, dietro il Parco del Palazzo dei Principi di Carpegna e salendo per il quartiere di San Pietro, si arriva in breve, con una bella e panoramica carrarecchia, sul Passo della Cantoniera a 1007 metri, dove discende la strada del Monte Carpegna e si gode della visuale dei due Sassi all' orizzonte.

Il nostro percorso, assieme a molti altri del Parco, converge ai 1007 metri del Passo della Cantoniera; si tratta del valico ad ovest del Monte Carpegna, la cui strada porta a Pennabilli, proseguendo dritti, e alla frazione Miratoio, dietro ai due Sassi, svoltando a sinistra. Si tratta di un' ampia zona pianeggiante con spazi erbosi e boschi attrezzati per la frequentazione turistica con giochi per bambini, aree di sosta per pic-nic, alberghi, ristoranti ed un' area per avventurosi percorsi sugli alberi.




Proprio di fronte al parcheggio del Parco Avventura del Carpegna al Passo della Cantoniera, parte il tratto del nostro percorso che è anche denominato con il numero 118 del Parco del Sasso Simone Simoncello e Strada della Todt. Si tratta di una tranquilla carrareccia che passa nel bosco, parallela alla provinciale che scende alla frazione Miratoio. Dopo circa ottocento metri, il sentiero interseca a sinistra la strada e sale con ripida pendenza verso ovest e verso Sasso Simone e Simoncello, passando dentro una fitta e rigogliosa cerreta, una delle più grandi d' Europa.


Il percorso s' inerpica ripido nella fitta boscaglia fino ad incontrare il sentiero n° 17 della Riserva Naturale di Sasso Simone della Provincia di Arezzo, poco dopo nuovo bivio, questa volta è il n° 119 B che aggira il Sasso Simone nel versante marchigiano. Continuando dritti con il 17 si arriva alla Sella dei due Sassi e si discende sotto la dirupata e massiccia mole del Sasso Simone, ricco delle sue innumerevoli ed antiche frane, come si può ben vedere nella fotografia.



Per accedere al pianoro sommitale del Sasso Simone bisogna continuare ad aggirarlo in senso antiorario e salire di quota ad intercettare la cresta che sale dalla vallata. Una comoda e pietrosa rampa, in alcuni punti scavata nella roccia, sale alla vetta dove in tempi antichi era collocata la mitica Città del Sole ed un' Abbazia Benedettina, di cui ora restano solo pochissimi resti. Il Sasso Simone ( 1204 metri ) ed il suo gemello Simoncello ( 1220 metri ) soni i resti di una vasta piattaforma calcarea depositatasi nell' area attualmente compresa tra Corsica e Golfo di Genova, che traslò nella posizione attuale durante i movimenti di orogenesi appenninica, nel periodo Miocene Superiore, circa 18 milioni di anni fa. Hanno la stessa origine i rilievi di La Verna, Miratoio, Pennabilli, Montecopiolo, San Leo e San Marino; le prove sono date dai numerosi fossili che si trovano in esse inglobati.

Un gigantesco faggio, posto a guardia del crinale, offre un fresco riparo ed una stupenda visuale sulla piattaforma rocciosa del Sasso Simone e sulla antica strada selciata, che porta in pochi minuti alla vetta, come si vede dalla fotografia. I due Sassi sono definiti " Giganti con i piedi d' argilla " in effetti sono due massicci calcarei appoggiati su uno strato di argilla e lo scalzamento alla base dovuto all' erosione delle acque dilavanti provoca continui crolli di massi e l' ingrossamento della frana. Tra le spaccature di quest' ultima si possono intravvedere numerosi fossili. Si consiglia di fare il giro dell intero rilievo con molta attenzione, cercando di non uscire dal sentiero perchè sono presenti numerose spaccature nel terreno non segnalate.

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