Header Ads

Peglio ( PU ) balcone sul Metauro e l' artistico Girone belvedere

Peglio è un piccolo centro, di circa 700 abitanti, della media valle del Fiume Metauro ed è situato su una rupe di formazione gessosa, nota come gesso saccarosio per il suo tipico colore bianco. Si eleva a 534 metri s.l.m., come severa sentinella, sul lato sinistro della vallata, tra Urbania e Sant' Angelo in Vado. L' abitato è arroccato alla rupe con strette vie e le case su più livelli ed ha l' aspetto del borgo medievale.





Peglio ha origini romane e fu denominato Castrum Pilei - Castello di Peglio - dal termine " pileum " berretto militare, per la somiglianza del profilo dell' abitato sulla rupe. Poi fu dominato dai Longobardi, fino al 739 quando questi furono duramente sconfitti dai romano-bizantini.
Nel tempo divenne dominio di Pipino il Breve, fino a che questo castello non fu donato, assieme a tutta la Massa Trabaria, alla Santa Sede. Peglio venne, in seguito, aspramente conteso tra i Montefeltro, i Della Faggiola ed i Brancaleoni. I Montefeltro ebbero la meglio e tennero il Castello di Peglio fino al 1631, quando lo Stato di Urbino fu devoluto alla Chiesa. Essendo su un rilievo dominante la vallata e costruito su più livelli, Peglio si può definire il paese dei panorami; ha diversi terrazzi ed una passeggiata panoramica che arriva fino in cima alla rupe.




I vari livelli del paese sono raggiungibili da comode scalinate e sono molte le case ristrutturate, mentre diversi vicoli corrono tra le case più antiche.













Nella parte alta dell' abitato sorge la chiesa dedicata al protettore San Fortunato, fu una delle più antiche pievi della diocesi urbinate, dall' aspetto sobrio, ma elegante. Al suo interno l' opera di maggior pregio è una Via Crucis, opera di ceramisti durantini del XVII secolo. 
Sul fianco sinistro della chiesa un' altra Via Crucis moderna in mattonelle di ceramica, collocata sulla sua fiancata, porta verso Piazza Belvedere.



Salendo a destra della chiesa si sale alla parte alta della rupe, nell' antico quartiere del Girone. Un moderno percorso porta verso il giardino della spianata dove si slancia la torre-campanile, poi un percorso su un camminamento a trapiombo sulla vallata, ricco di panorami ed abbellito da sculture moderne, ne compie il giro.







In vetta alla rupe di Peglio la solitaria torre, simbolo cittadino, è inquadrata da un portale, moderna architettura facente parte delle opere moderne innalzate per impreziosire il Girone belvedere. La torre è la memoria fortificata del passato, mentre oggi è diventata la base di un' altra istallazione dal titolo " il sogno di Fantaso ", in cui un uomo si allunga per cercare di afferrare la luna, a simboleggiare la voglia umana di ricorrere i sogni.









Sul Girone belvedere sono strutturati due itinerari: quello artistico, ricco di opere d' arte moderna come questa dal titolo " Leggerezza " che si integrano perfettamente con il luogo ed i panorami, ed uno ambientale. Scendendo alcuni gradini dal livello della torre, si aprono dei livelli balconati adibiti a giardino roccioso dove sono stati impiantati alberi da frutto, roseti, piante officinali e fiori d' altri tempi.





Dalla spianata della vetta della rupe di Peglio, il percorso scende in un percorso scalinato intagliato nella roccia, poi , girato l' angolo, ci si incammina su un tratto esposto verso la vallata ed i monti prospicenti. A metà camminamento si apre pure una cavità-grotta chiamata del Girone.







Il camminamento sospeso fa il giro della rupe, regalando la vista sui famosi panorami di cui Peglio è famosa: verso nord dominano il Carpegna ed i monti del Montefeltro, ad ovest colline, poi andando verso sud si vedono il Nerone e poi il Catria, in basso la fertile vallata del Metauro. Sul percorso altre piccole creazioni artistiche ed una lunga seduta per riposarsi, riflettere e contemplare l' armonia del paesaggio.
© The Marche Experience 2014 -. Powered by Blogger.