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Escursione alla Torre della Metola ( PU ), antica sentinella della Massa Trabaria




Il percorso proposto non è molto impegnativo, ma nel compenso è panoramico e permette di raggiungere la Torre della Metola, sentinella dei confini della Massa Trabaria, antica provincia forestale dello Stato della Chiesa, in uno splendido scenario naturalistico. Nella fotografia è rappresentata l' Aiolona, antica casa padronale, all' inizio del percorso.





Si tratta di un percorso ad anello con partenza ad un bivio, poco dopo la località S. Andrea in Valcasula sulla strada che da Sant' Angelo in Vado porta a Mercatello sul Metauro ( PU ). Si sale all' elegante edificio dell' Aiolona, dopo aver dato un' occhiata al bel lago dell' Aiolina. Si tratta di un grosso lago artificiale, adibito a pesca sportiva, che ha un suo fascino, inserito com' è in un notevole contesto paesaggistico.





Superata l' Aiolona ed un' altra casa colonica poco lontano, si sale di quota e si segue il crinale. La strada è una comoda carrareccia ed arrivati ad una piccola sella la si abbandona per continuare a sinistra sul sentiero di cresta segnato con il n° 84 A; in lontananza si incomincia a vedere la Torre della Metola







Il percorso si fa un po' più ripido e si raggiunge in breve il cocuzzoletto di 705 metri d' altezza su cui la Torre della Metola domina una grossa fetta della valle del Metauro ed i rilievi circostanti. La torre s' innalza per una ventina di metri ed è stata restaurata recentemente; è quello che rimane del Castello della Metola oltre ad altri pochi resti, ed assieme ad un' altra serie di costruzioni militari medioevali era destinato alla vigilanza dei confini della Massa Trabaria.









Il versante est, quello d' accesso alla torre, non è di molta pendenza, mentre quello opposto è dirupato. La Torre della Metola è sull' antica strada che da Sant' Angelo in Vado raggiunge gli Appennini, ridotta ormai al grado di sentiero e vi si può ammirare la conformazione degli strati arenacei disposti verticalmente, che conferiscono all' ambiente una connotazione suggestiva e singolare.










La Massa Trabaria, di cui Sant' Angelo in Vado fu capitale nel medioevo, era un grosso territorio montano ed andava da Cagli ad Urbino, fino all' Appennino. Essendo ricca di foreste d' alto fusto il suo legname fu usato, per molto tempo, nell' edificazione delle basiliche romane, dato che tutta questa ricca provincia era proprietà privata della Santa Sede. Sotto la torre sorge l' Oratorio della Beata Margherita della Metola, santa donna molto venerata dagli abitanti del posto.




La Torre della Metola rappresenta il vertice dell' escursione poi, lasciato il crinale appena percorso, si aggira a destra la valle e si scende per il Torrente Metola. La parte alta della valle è bella e selvaggia, poi scendendo si incontrano alcune abitazioni isolate, alcune delle quali anche restaurate di recente, come del Case del Monte, nella fotografia.







In tre quarti dell' escursione siamo accompagnati dalla severa ed attenta vista della Torre della Metola, che domina dall' alto un grande territorio tra le cittadine di Sant' Angelo in Vado e Mercatello sul Metauro.












Diversi tornanti fanno scendere di quota, poi il percorso continua rettilineo seguendo il corso del Torrente Metola, fino al borghetto antico de I Palazzi. Siamo sulla SS 73 Bis e tornando verso Sant' Angelo in Vado, in poco più di un chilometro, siamo tornati al punto di partenza.
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