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Escursione da Arcevia ( AN ) alla vetta di Monte Sant' Angelo


Arcevia sorge nell’ alta valle del Misa allungata sul vertice orientale del Monte Chisciano a 535 metri d’ altezza, con sul fianco meridionale i monti della Croce e della Guardia e in direzione nord occidentale il Monte Sant’ Angelo. Grazie a questa fortunata posizione, al verde che la circonda ed ai panorami che offre è detta “ la perla dei monti. Ha un’ offerta storica artistica non indifferente grazie alle aree archeologiche, il centro fortificato, i ricchi musei cittadini, gli antichi castelli del circondario e risulta una delle mete turistiche più interessanti delle Marche. Il territorio arceviese rientra nella catena pre-appenninica del versante umbro-marchigiano, mentre la parte sud rientra nel Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e di Frasassi. Molto varia è l’ offerta naturale con escursioni sui sentieri per ammirare i resti storici e le bellezze arboree, floristiche e faunistiche.




Il verde e vario territorio comunale di Arcevia offre la possibilità di frequentazione turistica per relax famigliare, un’ ampia scelta di locali tipici con varie proposte eno gastronomiche, la possibilità di svolgere varie attività sportive. I sentieri del Parco della Gola della Rossa si integrano con quelli comunali, che si diramano nei tre rilievi circostanti. Il comune di Arcevia ha predisposto infatti una rete di sedici percorsi naturalistici ben segnalati e presentati in una cartina specifica. Ogni sentiero è identificato con una chiara denominazione: uno dei più interessanti è il n° 16 detto di San Michele Arcangelo. Questo parte dal centro storico arceviese, scende nella vallata del Fosso delle Grazie e risale fino alla cima del Monte Sant’ Angelo, toccando angoli naturali molto belli, incontrando edifici storici e godendo di preziosi scorci panoramici. La presente fotografia presenta il Santuario nelle Grazie, sopra un lago di cava, con dietro il Monte Sant’ Angelo visti dai Giardini Leopardi di Arcevia. 


La città di Arcevia ha mantenuto nel tempo l’ originale assetto urbano medievale, con una munita cintura muraria voluta da Francesco Sforza, rafforzata da torrioni, rivellini, camminamenti e quattro porte fortificate: S. Pietro, del Sasso, S. Lucia e S. Agostino. L’ antico Cassero arceviese è sul punto più alto del Monte Cischiano, dove ora sono presenti I Giardini Leopardi. Il percorso proposto parte dallo Porta fortificata di S. Agostino, che si presenta a forma di torrione con alle ali un rafforzamento abitativo. Usciti dalla  cittadina s’ incontra subito la chiesetta dedicata al santo, che divide il bivio di partenza dei sentieri 1 e 5. Il primo è dedicato al sottostante Santuario delle Grazie, mentre il secondo è denominato Ponte di Goro, da cui poi si risale, prima per la frazione Costa e poi per la vetta e la Chiesa di S. Michele Arcangelo, secolo IX.




Seppure il Sentiero del Ponte del Goro sia più diretto e collegato con il 16 di San Michele Arcangelo è preferibile scendere con il n° 1 della Madonna delle Grazie, per visitare anche il Santuario omonimo. In percorso taglia di traverso il ripido versante boscoso del Monte Cischiano ed arriva in prossimità di una grossa cava, sul cui lato sinistro s’ inerpica una strada bianca che porta all’ isolato edificio religioso. Il Santuario della Madonna delle Grazie si presenta molto rimaneggiato nel tempo e solo la torre campanaria rimanda alle sue origini quattrocentesche. Sorge sul versante meridionale del Monte Sant’ Angelo e fu costruito su una vecchia chiesa preesistente. Al suo interno è collocata una statua della Madonna risalente al Trecento, a cui gli arceviesi hanno dedicato nei corso dei secoli una sentita devozione. 






Prima di salutare il Santuario della Madonna delle Grazie è possibile salire sul bordo della conca della cava, prestando molta attenzione, per ammirare il verde laghetto creato dalla sua attività estrattiva, il Fosso delle Grazie, il versante del Monte Cischiano da cui si è appena scesi con sopra l’ agguerrita cinta muraria di Arcevia. Per continuare il nostro percorso si ritorna nella vallata e la si risale verso ovest, fino ad incontrare il Ponte del Goro ed il sentiero che scende dal centro storico. Nei pressi c’ è il bivio stradale per Pergola, con diversi tornanti che aggirano il versante occidentale del Monte Sant’ Angelo. Il sentiero n° 16 di Arcevia accorcia il tragitto passando per versanti erbosi fino ad arrivare alla Chiesa di Santa Maria in Costa. Questa è situata su una piccola propaggine a dominare la vallata ed è sta edificata in memoria delle vittime della guerra della frazione Costa.




La città di Arcevia è stata duramente provata durante le tristi vicende della Seconda Guerra Mondiale ed ha pagato con un cospicuo numero di vittime in diverse stragi l’ adesione alla resistenza partigiana. Il caso più eclatante è riferito proprio all’ eccidio di Monte Sant’ Angelo avvenuto il 4 maggio 1944. A fianco della strada che sale in vetta sono presenti i resti della casa colonica della famiglia Mazzarini sterminata, assieme a diversi partigiani dalle truppe nazi – fasciste. Questa vicenda è stata ricordata dalla nazione con la Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Dai ruderi della casa, diventata memoria storica di quegli eventi, è possibile ammirare il profilo urbanistico di Arcevia. Il nostro percorso trekking invece taglia, alla frazione Costa Alta, sul versante occidentale del monte con un percorso naturalistico tra pratoni e boscaglia. La via è più diretta, naturale e la pendenza non è eccessiva, con diversi scorci panoramici sul territorio circostante.


Il Monte Sant’ Angelo di Arcevia, la meta finale del nostro percorso, pur con la modesta altezza di 750 metri sul livello del mare è molto panoramico su tutti i suoi versanti. Partendo da quello sud, dove è posizionato lo splendido centro arceviese con i monti che si allungano verso il Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e di Frasassi, si continua ad ovest con i rilievi appenninici, a nord con le colline in direzione della provincia pesarese. Si conclude con il versante orientale in direzione della valle del Misa e dei suoi affluenti in direzione di Senigallia e l’ Adriatico. Molto bello è l’ affaccio sul sottostante antico castello di Palazzo, trasformatosi nel tempo nell’ attuale borgo a forma piramidale. Questo, insieme a San Pietro in Musio, Loretello, Nidastore, Montale, Piticchio, Castiglioni, Avacelli e Caudino fa parte dei nove castelli che difendevano il territorio comunale dell’ antica Rocca Contrada, l’ attuale Arcevia.




Dalla frazione Costa Alta, oltre al sentiero n° 16 di Arcevia proposto in quest’ escursione, si può seguire anche il percorso stradale che con diversi tornanti sale alla vetta di Monte Sant’ Angelo. Questo regala diversi scorci panoramici e permette l’ accesso ai pratoni di Monte Sant’ Angelo, della sua anticima, passando peer la pineta di un noto ristorante della zona. Questa zona, insieme ai rilievi dei monti sopra Arcevia attrae, è ad alta frequentazione turistica ed attrae gli amanti degli sport nella natura. E’ possibile quindi, terminata l’ escursione trekking più diretta, concludere con il ritorno ad anello sul percorso stradale. Arrivati in cima a Monte Sant’ Angelo il panorama è straordinario su tutto il territorio circostante. Non si può non ammirare la lunga catena appenninica che dai monti del pesarese si allungano verso quelli anconetani fino al resto delle provincie marchigiane.



Usciti dal bosco con il sentiero n° 16 di Arcevia si arriva ad uno spiazzo erboso con una piazzola di sosta attrezzata, dove termina pure il percorso stradale. Di fronte a noi la vetta di Monte Sant’ Angelo dove, all’ interno di un recinto in legno, è situata l’ Abbazia benedettina del XI secolo, dedicata all’ Arcangelo Michele, dalla mistica presenza. Il suo culto parte dai popoli longobardi e franchi ed arriva fino ai tempi nostri in cui è diventato protettore della Polizia di Stato. A tal proposito è presente un bel Monumento ai Caduti ad opera del famoso artista Bruno d’ Arcevia. Dopo le soppressioni napoleoniche l’ abbazia andò in rovina e venne restaurata nel 1907, con l’ innalzamento di una grossa croce sulla vecchia torre campanaria visibile fin da lontano. L’ aspetto attuale dell’ edificio è dovuto al rimaneggiamento del 2007. 





                                                                 
                                                                    di William Tallevi



                                                               
                                                             

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