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Pergola ( PU ) la città dei Bronzi Dorati

Pergola è una bella ed antica cittadina dell' entroterra pesarese; sorge su un rilievo di 300 metri d' altezza alla confluenza dei fiumi Cesano e Cinisco a circa 45 chilometri dal mare. E' attorniata da uno straordinario corollario di colline, boschi, vigneti ed antichi piccoli borghi, con alle spalle l' inconfondibile sagoma del Monte Catria. Pergola è abitata da circa 7000 abitanti e gode di un notevole sviluppo urbanistico e relativo incremento delle attività industriali ed artigianali. Grazie ad un territorio fertile è interessata anche da molte attività di produzioni agricole e di allevamenti. E' una meta frequentata dal turismo per via delle sue ricchezze storiche, artistiche, naturali, per i prodotti genuini e le varie importanti manifestazioni.
Il territorio di Pergola risulta essere abitato fin dalla preistoria, come testimoniato dalla presenza di vari reperti dell' età neolitica, del ferro e del bronzo. Diverse pure le tracce di popolazioni umbre, etrusche e celte. L' epoca romana è ben documentata dai ritrovamenti nelle varie frazioni, prima tra tutti quello casuale dei Bronzi Dorati a Cartoceto di Pergola nel 1946. Invasioni barbariche e distruzioni coinvolsero tutta la zona nei secoli a venire. Poi il territorio subì, in tempi e modi diversi, l' influenza di Sassoferrato, Acqualagna, Cagli e le comunità monastiche ravennati ed avellanita. Nel 1234 gli Eugubini fondarono la città di Pergola, per creare posti di lavoro e commerci alla numerosa popolazione dei castelli dell' alta Val Cesano sotto la loro giurisdizione. L' ingresso occidentale cittadino presenta subito l' ampia Via Don Minzoni con a Cattedrale, ex Chiesa di S. Agostino costruita a partire dal 1258, al cui interno sono presenti notevoli altari intagliati e decorati finemente.
Pergola diventa ben presto libero Comune; in seguito su di essa si alternano diverse importanti famiglie come i Malatesta, gli Sforza, i Montefeltro e i Della Rovere. Il periodo più florido per essa fu sotto i Montefeltro, ottenendo statuti per più ampie libertà con condizioni per un nuovo sviluppo sociale ed economico. Con il passaggio del Ducato di Urbino allo Stato Pontificio del 1631, Pergola conobbe un periodo di difficoltà demografiche ed economiche, per poi riprendersi verso la fine del XVIII secolo. In tempi moderni l' apertura della ferrovia Fabriano - Pergola - Urbino e la scoperta delle miniere di zolfo di Cabernardi e Percozzone aprirono nuove prospettive commerciali ed industriali, che diedero sostegno all' economia pergolese fino a metà del secolo scorso. Sono diversi gli edifici religiosi presenti nel centro storico, tra cui la Chiesa dell' Oratorio di S. Maria Assunta e la Cappella dei Magi, nella fotografia.
Dopo aver visitato la Cattedrale, proseguendo sulla centrale Via Don Minzoni, si passa di fronte alla Collegiata di S. Andrea Apostolo del XIII secolo, voluta dai monaci di Fonte Avellana, con a fianco l' alta e snella Torre Civica in stile neo gotico del 1927, per arrivare infine di fronte al poderoso Palazzo Comunale. Questi fu costruito tra il 1750 1 il 1760 dall' architetto Buonamici, per testimoniare l' elevazione di Pergola a rango di città.




Di fianco al Palazzo Comunale sorge la Chiesa di S. Maria della Piazza, la più antica di Pergola; fu infatti fondata da San Romualdo nel XI secolo. Sul muro appoggiava un pergolato con le viti e da questo fatto si dice che derivi l' attuale nome di Pergola. Attraversata perpendicolarmente Piazza Ginevri, centro cittadino, ci si può recare a visitare il quartiere S. Francesco, il più antico di Pergola, dove si trovano case del XIV e XV secolo e case torri. Su tutte domina la candida ed enorme facciata della Chiesa di S. Francesco del 1255, con il suo portale del XIV secolo, al cui interno sono collocate importanti opere artistiche. Nella fotografia è rappresentato il campanile ed il chiostro dell' annesso Convento di S. Francesco. Non molto lontano è situato il Teatro Angelo Dal Foco.




Dal teatro, con Via Cavallotti e poi Corso Matteotti, si arriva all' ingresso orientale di Pergola con i giardini che si affacciano sul Fiume Cinisco ed il quartiere Le Conce. Il nome deriva dal fatto che qui anticamente erano situate le botteghe che conciavano le pelli ed avevano bisogno di un grosso quantitativo d' acqua. Tornando sui propri passi, verso il centro cittadino, si può fare un salto a visitare il rilievo dove sorgeva l' antica rocca, con un interessante panorama cittadino. Bella è la salita sull' antico stradino che porta alla diroccata rocca ampliata dai Montefeltro nel 1459. In seguito si cercò di trasformarla in convento, ma anche questo progettò non ebbe seguito.
Tornati sui propri passi, si può andare a visitare il caratteristico quartiere delle Tinte, uscendo per la Porta S. Marco, qui rappresentata nella fotografia, dal nome della non lontana chiesa omonima. Molte sono le caratteristiche che rendono vitale la cittadina ai giorni d' oggi, una delle più importanti è sicuramente la predisposizione turistica, viste tutte le attrattive storiche, artistiche e naturali e la particolare predisposizione dei pergolesi a mettersi in gioco ed organizzare manifestazioni importanti che coinvolgono paesani e turisti, come La festa del vino, La serata medievale, Pergola dei motori, Cioccovisciola di Natale e l' importante Fiera Nazionale del Tartufo e dei prodotti Tipici di inizio ottobre.





Non molto lontano dalla Porta S. Marco, nel quartiere le Tinte, si erge maestosa la Chiesa omonima. Fu voluta dalla Corporazione dei Tintori e Lanaioli che qui vi avevano i loro laboratori. La costruzione è dovuta all' architetto Vici di Arcevia ed è in mattoni con una cupola racchiusa da un tiburio ottogonale sormontato da lanterna: purtroppo la facciata è incompiuta. Pergola è conosciuta soprattutto per le sue prelibatezze eno-gastronomiche: il vino rosso, quello di visciole e il tartufo bianco pregiato. Questa prelibatezza è considerata l' oro di Pergola, insieme ai famosi Bronzi Dorati.








Pergola ha la fortuna di aver trovato in una sua frazione, denominata Cartoceto, un gruppo di statue di epoca romana fuse in bronzo e poi dorate, uniche al mondo. Dopo un accurato restauro e diverse collocazioni, i Bronzi Dorati si possono visitare nel Museo di Pergola, ricavato nell' ex-convento di S. Giacomo, in un ambiente appositamente climatizzato. Essi rappresentano un gruppo famigliare, non ancora ben identificato, composto da due donne in ricchi abiti e da due importanti cavalieri, con un ricco corredo equestre. L' intero gruppo è stato pazientemente ricomposto su una struttura di resina nera a supporto delle parti mancanti; tutto l' insieme risale, probabilmente, agli anni che vanno dal 50 al 30 a. C.
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